Arte, Londra

Wellcome Collection

maggio 12, 2015

Durante il periodo degli esami trovare una biblioteca silenziosa e non sovraffollata è un’impresa.
Non mi arrendo mai facilmente e nel mio errare sono approdata alla biblioteca della Wellcome Collection, dove vi ho già portato per la mostra sulla medicina forense (Forensics).
La Wellcome Collection (che fa parte del Wellcome Trust, che a sua volta fa parte dell’azienda farmaceutica Wellcome) è pubblicizzata come la perfetta destinazione per i curiosi inguaribili.
Le sue mostre sono sempre incentrate sui numerosi punti di intersezione tra medicina, vita ed arte.
L’edificio è molto curato e la reading room non poteva essere da meno.
Ospita prevalentemente libri di medicina, geografia, religione e yoga, tra antiche sedie a rotelle, un vestito rosso su cui son cucite linee che riproducono i primi stadi dello sviluppo neuronale, stetoscopi alla portata di tutti e strumenti dei dentisti di un tempo.

IMG_8441La Wellcome Collection stuzzica davvero la curiosità: non ho potuto evitare di gironzolare anche per le altre sale.
Mi sono quindi imbattuta in due esposizioni permanenti: Medicine Now Medicine Man.
L’ingresso è gratuito!

Medicine Now
L’esposizione è divisa in 4 sezioni.
La prima riguarda l’impatto della medicina sulla vita delle persone.
A volte il rapporto che si instaura è quasi di devozione. Partendo da questa idea Julian Walker ha smussato i contorni di alcune compresse fino a raffigurare piccoli organi, come se fossero minuscoli ex-voto, coniugando la devozione con la concezione medievale che le sostanze fossero tanto più efficaci quanto più simili alla parte del corpo da curare.

IMG_8405 (FILEminimizer)A seguire una scultura di vetro del ceppo H1N1 dell’influenza A ad opera di Luke Jerram.
Perché in vetro? Semplice, secondo l’autore le immagini a colori con cui siamo stati bombardati dai media distorcono l’idea del virus generando timori.
Una scultura in vetro, invece, è più neutra e veritiera.

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La seconda sezione riguarda il genoma.
E’ rappresentata da un “omino di geomma” fatto in poliuretano, una resina difficile da modellare, come metafora della clonazione (Mauro Perucchetti).

IMG_8416 (FILEminimizer)Un altro oggetto esposto nella seconda sezione è un bicchiere-trofeo di vetro sigillato contenente fagioli di soia geneticamente modificati.
Rob Kesseler ha voluto utilizzare un contenitore che fosse a metà tra un trofeo e una bomba per simboleggiare quelle che sono percepite come implicazioni dei cibi geneticamente modificati.

IMG_8387 (FILEminimizer)La terza sezione riguarda il corpo e contiene una “fetta” di corpo umano (!).
Per mantenerla in questo stato i liquidi sono stati sostituiti da componenti in plastica.
Avete ancora intenzione di donare il vostro corpo alla scienza?

IMG_8400 (FILEminimizer)IMG_8411 (FILEminimizer)IMG_8390 (FILEminimizer)L’ultima sezione è dedicata all’obesità, tra libri di diete e confronti tra pasti normali ed eccessivi.
La cosa che colpisce di più è la scultura di John Isaacs, un misto tra un corpo eccessivamente sovrappeso e un cancro in costante crescita.

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ATTENZIONE: alcune foto che seguiranno non sono per stomaci deboli!
Fermatevi qui, siete ancora in tempo!

Medicine Man
La seconda esposizione permanente è Medicine Man.
Il fondatore della Wellcome, tale Henry Wellcome, era un curioso giramondo che amava viaggiare in posti al tempo esotici (parliamo della seconda metà dell’Ottocento).
Amava la scienza e raccolse tantissimi oggetti interessanti, a volte al limite del macabro.
L’esposizione è dedicata a lui.

IMG_8418 (FILEminimizer)IMG_8419 (FILEminimizer)Nella collezione ci sono parecchi memento mori, oggetti volti a ricordare alle persone che un giorno moriranno.
Essendo la morte potenzialmente dietro l’angolo, il loro scopo era di incoraggiare le persone a non vivere il tempo rimasto superficialmente.
Queste statue d’argento e la scultura metà viso-metà teschio ne sono un esempio.

IMG_8427 (FILEminimizer)IMG_8430 (FILEminimizer)La vera sorpresa è stata la mummia: il corpo mummificato di un uomo trovato in Perù e risalente al 1200-1400 d.C..
La testa, prima della sepoltura, fu sostituita e rimpiazzata da una finta.

IMG_8432 (FILEminimizer)Tra gli altri oggetti esposti c’erano un modellino in avorio di una dimostrazione anatomica risalente al ‘700, dei quadri raffiguranti l’anatomia interna delle persone dipinte e seghetti vari usati da chirurghi per le amputazioni.

IMG_8435 (FILEminimizer)IMG_8436 (FILEminimizer)IMG_8438 (FILEminimizer)La mostra è un po’ macabra ma spero sia stata comunque di vostro gradimento!

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1 Comment

  • Reply Elena maggio 17, 2015 at 9:41 pm

    L’idea del bicchiere-contenitore per il significato che comporta è assolutamente geniale!
    Bravissima Claire! Mostra interessante, che non mi vorrei assolutamente perdere se fossi lì. 🙂 <3

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