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Un dicembre traumatico

dicembre 24, 2018

Pensavate forse che l’esame sarebbe stato l’unico trauma di dicembre? Illusi, ce ne sono stati ben altri.

Quel che è certo però è che, conclusasi l’ultima prova, niente e nessuno poteva separarmi dal luogo più ambito di tutti: il letto. I am proud to announce that ho passato tutto il venerdì sotto il piumone temperatura-massima di Ikea (non come quello leggero dell’hotel, brrr). A onor del vero avevo programmato di andare in palestra ma ho a malapena trovato la forza di alzarmi e preparare il pranzo. A sera quel poco di forza che rimaneva si era esaurita del tutto e ho ordinato una pizza napoletana a domicilio.

C’è da dire che non tutti in studio sono stati così fortunati: alcuni colleghi son dovuti tornare a lavorare il venerdì e hanno lavorato anche il weekend. Non so come abbiate fatto, tanto rispetto per voi.

Poi però il lunedì è arrivato inesorabile anche per me, e con lui il ritorno al lavoro. Speravo non fosse troppo traumatico, ma anche in questa occasione mi sono rivelata la solita inguaribile ottimista. Ho ripreso subito a far tardi e non ho retto molto bene la botta, avevo perso il ritmo. Sicuramente la festa di Natale dello studio non ha aiutato. Sì perché martedì sera eravamo tutti a Milano per il festone di Natale: belli, scintillanti (avevo i collant glitterati) e in tiro.

La festa di Natale è un momento in cui si abbandona un po’ la rigidità che il luogo di lavoro impone e ci si scioglie in balli più o meno scatenati. Si mangia poco, si beve molto gin tonic (o acqua, a seconda dei punti di vista) e si lasciano i crucci alle spalle. Alle scadenze si penserà il giorno seguente. E’ anche un momento di ritrovo, una delle poche occasioni di incontro con i colleghi che lavorano in altre sedi. Per me è stata una gran festa perché ho potuto riabbracciare i colleghi di Bruxelles (miss you all, franchement).

La festa di Natale è una bolla nella bolla. Un luogo tra le pieghe spazio-temporali della vita di studio in cui si svestono i panni dei colleghi seri e ci si lascia andare a tempo di musica. Senza contare che accade sempre qualcosa di memorabile di cui si parlerà a lungo.

Ovviamente il giorno dopo sei finito e vorresti solo dormire, ma il lavoro chiama a gran voce. Quindi, con tanta forza di volontà, riprendi quel che avevi interrotto il giorno precedente. Altrettanto ovviamente, quanto più sei distrutto tanto più è alta la probabilità che il partner abbia richieste assurde, ad esempio sapere per quale motivo non hai inserito una determinata frase in un parere scritto esattamente due anni prima. Certo, ci stavo pensando giusto qualche istante fa!

Ma non temere, piccolo praticante, le vacanze di Natale sono vicine! Anche quest’anno ce la farai. Tornerai in studio a gennaio riposato e pieno di buoni propositi. Non allarmarti se, tempo una settimana, inizierai a chiederti quando arriva Pasqua. Tranquillo, non c’è nulla che non vada in te.

Una cosa alla volta però. Ora riposati, accumula energie positive e ricarica le batterie. Goditi il Natale, il calore umano e i regali, come il Google Home Mini che ci hanno regalato i capi. Sono già tutta un “Ok Google, metti Gazzelle su Spotify, grazie” o “Hey Google, che tempo farà oggi a Roma?“. Mi sento un po’ scema a dire il vero, ma tant’è. L’importante è esserne consapevoli.

Have yourself a merry little Christmas!

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