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Finalmente in study leave!

novembre 7, 2018

Il momento è arrivato, enfin: sono ufficialmente in study leave! Cosa significa? Che sto a casa a studiare e ad esercitarmi, senza scadenze e pressioni lavorative (che non è poco!).

Il corso di preparazione all’esame

Come vi dicevo, lo studio legale in cui lavoro concede un periodo di 40 giorni di cd. study leave (pagato) ai praticanti che devono sostenere l’esame. Nel frattempo frequentiamo un corso di preparazione (pagato dallo studio) e iniziato a fine settembre, di cui per il momento sono piuttosto contenta.

Il corso si chiama Ius & Law e insegna il cd. “metodo compositivo”, che dovrebbe assicurare almeno la sufficienza alla prova scritta dell’esame. Rispetto al corso che ho seguito l’anno scorso è molto più strutturato. In sostanza, si impara come e dove inserire i passaggi imprescindibili del parere/atto. Vi assicuro che sapere come muoversi e superare il blocco iniziale da foglio bianco è fondamentale, soprattutto in sede d’esame, quando si è in mezzo al casino, presi dall’agitazione e dalla stanchezza.

La preparazione all’esame

Come ci si prepara allo study leave? Io mi sono iscritta a Netflix (genialata!). In realtà cercavo la sesta stagione di House of Cards e con l’occasione… che fai, non ti iscrivi? Tanto il primo mese è gratis. Solo che non sapevo che l’Italia è l’unico paese al mondo (ovviamente) in cui House of Cards non è distribuito da Netflix ma da Sky che ha l’esclusiva. A parte alcune riflessioni spontanee sulle clausole del contratto di distribuzione (deformazione professionale), sono riuscita a vedere la sesta stagione, iniziata e finita in una domenica. Mi sento di dire solo una cosa: si vede che hanno dovuto riscrivere la sceneggiatura per l’uscita di Kevin Spacey.

A parte gli scherzi, mi sto esercitando a scrivere e sto rispolverando alcuni libri per colmare le mie evidenti lacune, piuttosto vaste alle volte, in diritto penale e soprattutto civile!

Letture & co.

Sicuramente per allentare la pressione leggerò molto. Di recente ho ripreso a leggere libri che non siano la saga di The song of Ice and Fire, che spadroneggiava da un po’ sul mio Kindle. I mille intrighi narrati tengono alta l’attenzione, ma a na certa basta. Avevo voglia di altro. Così, dopo aver visto con estremo ritardo il film Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino, il giorno dopo mi sono fiondata in libreria a comprare il libro di André Aciman.

Per chi non lo conoscesse, il libro racconta una storia d’amore travolgente e tormentata (forse tanto più travolgente quanto più tormentata) tra due ragazzi, Elio e Oliver, sullo sfondo di una calda estate italiana. Il film è ambientato nei primi anni ’80 in una splendida villa nella zona di Crema (il libro invece è ambientato in Liguria). I luoghi sono meravigliosi, alcuni attori sono notevoli (in particolare Thimotée Chalamet – Elio, e Michael Stuhlbarg – il papà di Elio) e la colonna sonora è molto coinvolgente (soprattutto le canzoni di Sufjan Stevens).

A chi ha apprezzato il film consiglio fortemente il libro. Il film lascia fuori molti aspetti della storia e si interrompe quasi alla fine del libro, che invece prosegue oltre l’estate del 1983. Vi dico solo che dopo aver divorato le prime tre parti del libro ho volutamente interrotto la lettura per qualche giorno. Non volevo leggere la quarta parte, non volevo finire il libro, non volevo lasciare i protagonisti. O forse non volevo che fossero loro a lasciare me.

In una parola: consigliatissimo!

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