Londra, Mercati

Slow Food Market

marzo 12, 2015

La foto sembra scattata su un set cinematografico ma vi assicuro che mi trovavo al mercato, sì ma al mercato di un grand hotel.
A Londra succede anche questo: la domenica mattina in un quartiere centrale viene montata una piccola scenografia bucolico-chic dove vengono principalmente venduti  cibi ricercati e costosi.
A dirla tutta mi sono sentita un po’ persa: camelie appena uscite dal fioraio, kumquat, limoni e fieno sapientemente disposti… un po’ finto, soprattutto dopo un’infanzia felicemente trascorsa in giro per i mercati di Roma con le nonne.
Ma qui siamo ad Holborn, a due passi dal British Museum e di verace c’è davvero poco.
L’hotel che ospita il mercato è il Rosewood, su High Holborn. E’ un edificio molto imponente con tanto di sala da tè e torte tentatrici in bella mostra.

IMG_7167 (FILEminimizer)IMG_7172 (FILEminimizer)Aprono il mercato due rassicuranti banchetti di frutta e verdura, uno dei quali è di un’azienda agricola di Cambridge e vende tutti prodotti organic, cioè biologici.
E fin qui tutto bene. Mi meraviglia solo il fatto che i prodotti dell’azienda agricola non siano sfusi ma già tutti impacchettati con tanto di descrizione del prodotto stampata sopra.
Ma insomma, tutto sommato mi sembrava un mercato autentico. Mi sbagliavo.

IMG_7174 (FILEminimizer)IMG_7208 (FILEminimizer)La prima pianta di camelie mi sorprende, la scenografia con tanto di cassette di legno, edere e ciclamini mi confonde, ma è la prima bancarella che mi fa capire che forse è un mercato troppo costruito per i miei standard.
Formaggi e salumi italiani a prezzi da capogiro, porchetta inclusa.
Sarà pure la porchetta di Norcia ma 30£ al chilo è comunque troppo, per non parlare della bresaola a 47£… decisamente fuori dal mio student budget!
Ci saranno sicuramente dei costi da coprire, ma sono prezzi da pazzi!
Mi sono limitata ad assaggiare una fettina di salame al tartufo e avendo più o meno intuito cosa mi aspettava mi sono inoltrata nel mercato.

IMG_7177 (FILEminimizer)IMG_7180 (FILEminimizer)IMG_7206 (FILEminimizer)Non mi ero sbagliata.
I prodotti venduti erano molto ricercati: dall’olio di argan a uso cosmetico a quello da usare in cucina (l’ho assaggiato ma il nostro buon olio di oliva non si batte), alle miscele di tè elegantemente presentate in bottiglie di cristallo (perché l’occhio vuole la sua parte), allo sciroppo di ibisco da diluire o miscelare nei cocktails.
Senza dimenticare la bancarella che vendeva solo pomodorini pachino e quella che vendeva cosmetici non industriali con prezzi dalle 47£ alle 98£ al barattolino.
E non poteva mancare il venditore di ostriche, aragosta e champagne!
Una nota di merito va alla birra al miele, molto molto buona.

IMG_7187 (FILEminimizer)IMG_7204 (FILEminimizer)IMG_7189 (FILEminimizer)IMG_7198 (FILEminimizer)IMG_7195 (FILEminimizer)Era la prima volta di un mercato slow food in un hotel e devo dire che tentare di introdurre il concetto di slow food a Londra è quasi una rivoluzione, soprattutto alla luce dei ritmi velocissimi della città che implicano tantissimi pasti fuori o take-away.
Da buona italiana non ce la faccio, ho sempre il mio pranzo pronto portato da casa.
Abituata ai sapori veri e a pochissimi condimenti non riesco proprio a fidarmi e ad abituarmi a tutte queste salse e salsine.
Senza contare che è un bel risparmio, a meno che non si riesca a pranzare gratis… ma di questo vi parlerò nel prossimo post!
Non ho lasciato il mercato a mani vuote: me sono andata fiera con patate e cavolo nero toscano o kale, che qui a Londra è ormai un must… e su questo arrivano tardi!
Al di là del must ne sono stata davvero felice perché è finito in una simil-ribollita che mi ha riportato ai sapori di casa.
Questa è una dichiarazione d’amore in piena regola: cibo italiano non ci lasceremo mai!

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