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Pronta per l’esame?

dicembre 6, 2018

Pronta per l’esame? Non credo. Ma del resto si è mai pronti?

Ormai ci siamo: lunedì andrò a consegnare i codici alla Fiera di Roma e martedì si comincerà sul serio (please, send help!).

La consegna dei codici

Il giorno prima dell’esame in alcune corti di appello è necessario consegnare i codici, che vengono controllati dai commissari e riposti sul banco di ogni candidato. Ho scritto nome e cognome in stampatello sul lato delle pagine per essere sicura che non vadano persi (l’anno scorso a Roma la dettatura della traccia di civile è stata ritardata perché alcuni ragazzi non avevano trovato sul banco tutti i codici consegnati il giorno prima).  

Quanti codici? L’anno scorso ero rimasta stupita dal numero di codici portati da alcune persone e le avevo ritenute esagerate. Stavolta esagero anch’io! Ne porto 9, senza contare le addende. La valigia peserà di più ma il metodo che ho imparato quest’anno richiede l’uso di diversi codici e ovviamente li porterò tutti.

Casa o hotel?

Vivendo a Roma, nel 2017 ho preferito rimanere a casa e andare ogni mattina in Fiera. 

Grave errore.

Per essere sicura di arrivare in tempo (tenendo in considerazione il traffico sul raccordo anulare) mi svegliavo alle 5:30 del mattino, arrivavo in un’oretta e aspettavo l’apertura dei cancelli alle 8. Non finiva li: arrivavo ai controlli di sicurezza verso le 10 e la dettatura delle tracce avveniva quando eravamo tutti seduti, ossia tra le 11 e le 12. Arrivavo già stanca, troppo stanca. 

Mai più.

Quest’anno ho prenotato una camera di hotel accanto alla Fiera (colazione inclusa, obviously) con un’amica che, come me, tenta l’esame per la seconda volta. 

Anche i professori del corso che sto seguendo ci hanno consigliato di alloggiare in prossimità della sede d’esame, in modo da recuperare il più energie possibile.

Stato psicologico

Sicuri di volerlo sapere? 

Il periodo pre-esame è un alternarsi di up down che rispecchiano in gran parte l’andamento dello studio. All’inizio va male perché visualizzi la vastità degli argomenti che non conosci e ti chiedi come farai a saperli tutti prima dell’esame. In un secondo momento ti tranquillizzi (sort of) perché ti rendi conto che non potrai mai conoscerli tutti e ti convinci che va bene così (credici).

Così ti dividi tra esercitazioni e studio vario, esaltandoti quando intuisci la soluzione prima che qualcuno te la spieghi, ma sempre con un po’ di nausea.

Posso descrivervi il mio stato mentale in musica: le prime due settimane di novembre ho ascoltato a oltranza Halleluja nella versione di Jeff Buckley. Poi sono passata a Ella Fitzgerald. Ora che l’esame di avvicina sto accumulando energie positive con i Queen e un po’ di musica lirica. Peccato che sia uscito Punk di Gazzelle a rovinare questa ricerca di positività! Il tutto condito con tanto esercizio fisico per il buon umore e la schiena distrutta dalle troppe ore seduta.

Ora non resta che pregare.

Adieu

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