Pensieri

Non arrendetevi mai

dicembre 30, 2015

Il 2015 è ormai giunto al tramonto. Che sia stato avvincente, non particolarmente entusiasmante o da dimenticare, c’è un augurio che voglio farvi per il 2016: non arrendetevi mai.
Se tenete a qualcuno o a qualcosa, se avete un piccolo sogno nel cassetto o, perché no, un sogno enorme nell’armadio, non gettate la spugna. Non lasciate che una qualche contingenza vi distolga dall’obiettivo.
Con buona probabilità la strada sarà in salita, ma non per questo bisogna mollare.
Non facciamoci illusioni: anche l’anno prossimo, tranne rarissime eccezioni, nessuno ci regalerà niente e potremo contare solo su noi stessi. Quindi rimbocchiamoci le maniche e non lasciamoci deconcentrare, nonostante sia facile indulgere in facili vittimismi. Di distrazioni, anche solo potenziali, ce ne sono tante: da chi vi dice che i vostri sforzi sono vani, passando per i momenti di sconforto, fino ad arrivare al concentrarsi unicamente sulle fortune altrui.

Chi non ci crede

Ci sarà sempre qualcuno che non crede in voi, sempre. Dal professore del liceo che vi diceva che non sareste andati da nessuna parte, a chi ci è passato prima di voi e non ce l’ha fatta (e spesso si tratta degli stessi individui). Ci sono anche persone a cui, a torto o a ragione, non andate giù e preferibbero credere negli asini che volano piuttosto che in voi. C’è chi poi crede nelle vostre capacità ma pensa che siano male indirizzate, che abbiate intrapreso una strada sbagliata e che i vostri sogni rimarrano tali, condannandovi a una vita di rimpianti. La lista potrebbe continuare all’infinito, ma hey, fermiamoci un attimo! Vogliamo continuare a dare peso solo alle opinioni negative? Certo, ci fanno pensare, migliorare e crescere, ma non possiamo dargli uno spazio eccessivo, altrimenti ci bloccherebbero. Innanzitutto non si può piacere a tutti, secondo poi ognuno ha la sua opinione, fondata o meno, su di noi e sui nostri sogni. Tutti hanno delle opinioni, giuste o sbagliate. Ce le hanno sempre avute e continueranno sempre ad averle. E noi cosa facciamo? Su quasi 7 miliardi e mezzo di abitanti che ospita il nostro pianeta, ci facciamo scoraggiare dal parere di 3-4 persone? Anche se fossero un centinaio o persino un migliaio, ci facciamo buttare giù dal loro pensiero? E’ vero che spesso i pareri negativi arrivano da persone alle quali teniamo molto, ma bisogna tenere in considerazione il fatto che potrebbero sbagliare. Tutti sbagliamo, ma non per questo il mondo deve fermarsi. E se a posteriori ci rendiamo conto che chi ci consigliava un’altra strada era nel giusto, almeno ci avremo provato.
Se tenete davvero a qualcuno, se avete davvero un sogno, non mollate. No way.

I momenti di sconforto

E’ vero però che i momenti di sconforto esistono e a volte sono talmente forti da indurci a mollare.
E’ lecito e doveroso chiedersi se si stia sbagliando tutto o se sia necessario aggiustare il tiro.
Ci si può convincere di aver desistito definitivamente, ma certe persone, certi sogni, rimarranno sempre dentro di noi e torneranno a farci visita. Tuttavia i periodi di pausa non vanno interpretati negativamente: spesso aiutano a veicolare meglio le proprie energie e a capire ciò in cui si stava sbagliando. Le pause ci vogliono: è una maratona, non una gara di velocità. Se non lo si capisce si finisce per consumare il proprio corpo e la propria mente, rimettendoci in salute. Il pericolo sta però nell’adagiarsi nello sconforto, nel convincersi di non potercela fare e nel far diventare questa convizione realtà. Se ci si crede, se ci si impegna, il più delle volte si viene ripagati. E se non c’è un riscontro positivo, lo si accetta e ci si lavora. Certo, è difficile metabolizzare gli insuccessi, soprattutto quando si sono spese tante energie, ma se non vengono ben digeriti continueranno a ripresentarsi in forme diverse. Capire in cosa si  poteva fare meglio è necessario, è una nuova chiave di lettura delle esperienze passate e un bagaglio per il futuro.
Dello sconforto bisognerebbe conservare la parte migliore: la riflessione. Se così non fosse daremmo forza solo alla vocina interiore che ci dice che non ce la faremo. Ci dovremmo forse remare contro da soli? No, perché se non siamo noi a spronarci la situazione non cambierà. Gli amici, la famiglia, le persone che più amiamo, possono aiutarci  solo parzialmente: finché non saremo convinti di potercela fare, non ce la faremo. Niente e nessuno può galvanizzarci più della nostra passione e della nostra forza di volontà. Nessuno risolve i nostri problemi finché non li visualizziamo, ne prendiamo coscienza e decidiamo di risolverceli da soli. Non ci sono scuse che tengano. La forza c’è ed è dentro di noi, basta trovarla.

Le “fortune” altrui

L’erba del vicino è sempre più verde. Poco conta che non sia sempre così, ma può capitare di dare fin troppo peso a quello che hanno conseguito gli altri. Concentrarsi sulle mille fortune altrui non aiuta: se non viene presa dal verso giusto, come stimolo, la loro presunta buona sorte rischia di fagocitarci come sabbie mobili. Ci sarà sempre qualcuno che avrà più opportunità di noi, che farà più viaggi di noi, che avrà una vita apparentemente più appagante della nostra. Ammesso e concesso che sia così (ed è alquanto relativo), che conseguenze dovrebbe avere sulla nostra quotidianità? Cosa mi cambia sapere che Tizio è andato in vacanza a Zanzibar mentre io sto dietro a una scrivania a studiare/lavorare/passare il tempo? Beato lui, full stop. Forse ha sudato tanto per permettersi quella vacanza, forse no perché gliel’hanno regalata, ma questo a noi cosa cambia? Possiamo forse gettare la spugna perché qualcun altro “ce l’ha fatta”, il che è molto relativo? Desistere ha un effetto negativo solo su chi si ferma, le vite degli altri vanno avanti. Roderci il fegato e mollare tutto perché per Caio è stato “semplice”, è una dimostrazione del fatto che non si è poi così motivati. In ambito universitario e lavorativo, ho visto tante persone con la preparazione di un calzino andare avanti grazie a contatti e conoscenze. Dà fastidio, brucia, è innegabile, ma mi ha fatto render conto di come dovessi impegnarmi ancora di più per avere una possibilità, io che di conoscenze neanche a parlarne.
Dalle “fortune” altrui bisogna trarre il meglio: la grinta di prenderle come spunto.

Non arrendetevi mai, qualsiasi sia il vostro obiettivo.
Le cose belle non cascano da un pero. Le relazioni lunghe e durature non scendono dal cielo: dietro il dipinto ci sono graffi, ferite e la voglia di stare insieme nonostante le piccole e grandi avversità che si incontrano sulla via. I successi non sono esenti da sofferenze, crisi di pianto e identità. Un fisico scolpito non si genera per magia durante la notte, ma è frutto di fatica, ore spese in palestra  a scapito di qualche altre attività, perché c’è sempre un “a scapito di”. Ma fa parte del gioco: se non sei disposto a modificare la lista delle tue priorità, allora non ci tieni abbastanza. E non tenerci abbastanza non è un male, anzi permette di capire che forse lo stiamo facendo per far felice qualcuno senza chiederci quanto ci faccia felici. L’importante è rendersene conto e avere la forza e il coraggio di aggiustare la rotta.

Questo è il mio augurio per il 2016: non arrendetevi, mai.
Anche se vi sentite bistrattati, ignorati, non apprezzati o incompresi. La vera forza è dentro di voi: se la trovate, nulla potrà fermarvi. E se vi sembra di non averla, costruitela pian pianino: focalizzatevi sulle cose belle che avete fatto e che siete capaci di fare, aggiungete un pizzico di grinta e passione, senza dimenticare un qualche mantra positivo che vi sproni. Certo, non è una formula magica, ma perché non provare? E’ tutto nelle nostre mani. Siamo gli artefici del nostro destino.

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2 Comments

  • Reply Carolina gennaio 13, 2016 at 4:24 pm

    Belle parole. Oltre alla città’ condividiamo anche gli stessi pensieri. Grazie 🙂

  • Reply Floortje gennaio 30, 2016 at 10:44 am

    Amazing photos!

    Xx,

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