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Master a Londra #5 – Perché un Master in UK

gennaio 12, 2015

Perché scegliere un master in UK?

Differenze d’organizzazione a parte, il grande gap tra università inglese da un lato e università italiana e francese dall’altro, è nell’approccio.
Da noi, eccezion fatta per qualche professore illuminato, si impara attraverso i libri.
Il docente scrive un libro ben farcito di tesi, tra le quali la sua è la più giusta, e lo studente a quello si deve attenere. Ricordo ancora un’amica a cui fu abbassato il voto (alto) perchè non conosceva la tesi (minoritaria) del professore. Lo stesso che come ultima domanda mi chiese: “E io cosa ne penso?”.
In Francia i libri si usano poco, sono i professori a “dettare” gli appunti a lezione.
Il materiale d’esame è sostanzialmente quello, anche lì ben farcito di tesi che spesso fanno acqua da tutte le parti.
Le eccezioni esistono e ne ho conosciute sia in Italia sia in Francia. Mi riferisco a professori più interessati all’analisi dei testi che alla ripetizione par cœur (a memoria) delle loro tesi.
Quello che però ho provato solo una volta, a onor del vero, in Francia, è la fatidica domanda: “E tu, cosa ne pensi?”. E non si tratta del tu-cosa-ne-pensi che esige come risposta quello che hai letto sul libro, è un tu-cosa-ne-pensi vero e proprio.
Senza esagerare, il fulcro dei master inglesi è tutto qui (più il fatto che rarissimamente il professore che tiene il corso è l’autore del testo).
Il professore spiega, presenta gli argomenti, propone la lettura di articoli con tanti e diversi punti di vista. La sua idea la espone raramente e quando lo fa la relega alla fine della lezione, dopo averti chiesto come risolveresti quel problema e soprattutto se “Ti sembra giusto?” che, ad esempio, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea decida che l’UE è competente in ogni ambito della politica commerciale comune.
La mente si apre: sono gli studenti ad avanzare idee e a spiegare come funziona a casa loro, che sia in Thailandia, a Hong Kong, in Messico.
Questo approccio non è adottato solo a lezione: si rispecchia anche negli esami, negli essay e nella tesi finale (Independent Research Essay, o IRE).
Nel primo paragrafo di qualsiasi produzione scritta va presa, provata e supportata una posizione.
Non ci si gira intorno, si va subito al dunque in maniera diretta e chiara.
Prendiamo l’Independent Research Essay. Ci hanno subito detto che la crisi finanziaria è roba vecchia, che bisogna guardare avanti e proporre idee nuove.
Certo, è una tesi di 40 pagine, ma un’idea genuina vale più di 200 pagine (e relativi mesi di ricerca) in cui si passa in rassegna tutta la dottrina possibile e immaginabile, limitando il proprio sforzo e le proprie capacità a un’enumerazione ragionata di teorie.
Troppo spesso in Italia ci chiudono la mente dicendo: “E’ così e basta” senza accettare la bontà di letture alternative, dall’interpretazione dei testi letterari al liceo fino alle teorie dei professori all’università.
A livello di preparazione teorica siamo dei mostri, ma non lasciamoci spegnere il cervello!

Inoltre un master in Inghilterra è richiestissimo nel mondo del lavoro, una laurea in Italia generalmente meno.
Fa male dirlo perché le conoscenze che acquisiamo durante l’università sono di qualità, ma purtroppo una specializzazione in terre anglofone vale più di tanti titoli.
Se potessi tornare indietro, probabilmente opterei per una triennale in Italia e una specialistica in Inghilterra anche alla luce del fatto che qui la specialistica è il master. Di conseguenza l’università sarebbe durata quattro anni, inclusa la specializzazione. Un miraggio!
Senza contare che in UK moltissimi studenti si fermano alla triennale essendo questa sufficiente per trovare lavoro. Iscritti al mio stesso LLM ci saranno al massimo una ventina di inglesi, siamo tutti stranieri!

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4 Comments

  • Reply Chiara gennaio 18, 2015 at 12:32 pm

    Ciao! Bellissimo blog, me lo sono spulciato ben bene e mi hai fatto venire un sacco di nostalgia di Londra con quelle foto! Una cosa non mi è quindi ben chiara: tu stai facendo un master nel senso italiano del termine, giusto? Un master per esempio dopo i 3+2 o i 5 anni dell’uni italiana, giusto?

    • Reply Claire gennaio 18, 2015 at 12:43 pm

      Esatto, sto facendo un master dopo i nostri 3+2 o 5 anni.
      Facendo un paragone con l’università inglese però il corso che sto seguendo corrisponde alla nostra specialistica.
      Qui funziona così:
      – triennale
      – master (che dura un anno se lo fai full-time, due anni se lo segui part-time)

  • Reply Simone maggio 27, 2015 at 10:38 pm

    Ciao Claire, sono uno studente italiano alla triennale e sto trovando parecchia difficoltà nel mio corso di studi, mi chiedevo, una volta conclusa la triennale in Italia, se io volessi andare a Londra per un master (specialistica) sarei più invogliato a studiare e ad applicarmi nel mio indirizzo (economico) ? Qua in Italia ti fanno passare la voglia di studiare a memoria tutto, ti rimane davvero poco di quello che fai… Inoltre, dovrei imparare benissimo la lingua, vero ?

    Grazie mille!

    • Reply Claire maggio 28, 2015 at 7:30 am

      Ciao Simone!
      La lingua va imparata sufficientemene bene: ti chiedono intorno al 7 IELTS. Molte università però organizzano corsi di inglese alternativi e a volte sono persino accomodanti (conosco una ragazza alla London School of Economics a cui avevano chiesto 7,5 ma l’hanno presa anche con 7, il master è in diritto).
      Il metodo di studio è molto diverso: tante letture (ma vanno ricordati solo i princìpi), professori molto friendly, insegnamenti dinamici e soprattutto non c’è pesantezza nell’aria. Sei spronato e invogliato a studiare!
      Te lo consiglio vivamente sia perchè invece di farti due anni di specialistica qui te ne faresti uno, sia perchè a livello di curriculum un master a Londra fa una bella differenza!

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