Londra, Master

Master a Londra #6: Esami

maggio 8, 2015

Siamo già a maggio e questo significa: esami!
Eccoci quindi tornati al nostro consueto appuntamento con i post sul master.
Benvenuti nel Master a Londra #6: esami!
Avevo già anticipato qualcosa in un post all’inizio dell’anno e ora colgo l’occasione per darvi delle informazioni aggiuntive.
Innanzitutto confermo che gli esami sono solo scritti, che siano courseworks  o esami veri e propri.

Courseworks
Si tratta di tesine che valgono come esame e di solito vengono assegnate quando il corso è particolarmente complesso. Ad esempio, ho dovuto prepararne una per un corso a sfondo filosofico-economico davvero difficile: un esame sarebbe stato impossibile. Spesso capita per corsi di 15 crediti o quando i crediti sono 30 ma i professori non vogliono che il voto di un corso di un anno accademico dipenda unicamente dall’esame. Avrete capito che fanno un po’ come vogliono: non esiste una regola precisa. Sono i professori a scegliere se orientarsi su un esame finale o su una tesina.
Le tesine vanno inviate all’università tramite un programma chiamato Turnitin, il cui scopo è verificare se il vostro lavoro è copiato. Prima di inviare i courseworks è possibile verificare la percentuale di plagio riconosciuta alla vostra tesina utilizzando una versione di prova di Turnitin.
Non esiste una soglia al di sopra della quale il vostro lavoro verrà considerato un plagio, ma ovviamente percentuali troppo alte faranno accendere qualche lampadina.
Il programma funziona in questo modo: caricate la vostra tesina e saranno individuate le parti “copiate”. Turnitin controlla se all’interno del suo database ci sono articoli o siti internet il cui testo corrisponde a quello che avete caricato. Spesso risulteranno copiate le note a piè pagina, cosa tollerata perché se state citando un’opera è probabile che non siate i primi a farlo, o potrete trovarvi a scoprire che un sito di un’università neozelandese ha formulato la vostra stessa frase.
Molto dipende dalla tesina. Ad esempio, in quella economica ho avuto una percentuale del 5% in quanto l’argomento è molto poco trattato (e infatti ho avuto difficoltà a trovare articoli accademici al riguardo) mentre nell’altra, relativa alle relazioni internazionali dell’Europa, ho raggiunto un bel 20%. Controllando le parti che risultavano copiate ho scoperto che però erano frasi ricorrenti e qualche nota a piè pagina.
C’è un numero massimo di parole da rispettare e se sforato si viene penalizzati. Se le parole extra sono più del 10% rispetto al limite, verrete valutati con un bello 0. Se rimanete al di sotto del 10%, il voto verrà ridotto a sua volta del 10%.

Esami
Ora posso davvero parlarvi degli esami.
Sono già a quota 2 e me ne mancano altri 3 per chiudere la sessione. Tutti a maggio, ebbene sì.
Un mese impegnativo, non c’è che dire!
Me li sono scelta io i corsi, non posso lamentarmi. Avrei potuto evitarne uno in particolare, soprattutto dopo che ero stato avvisata di come si vociferasse sia il più tosto fra tutti, ma mi interessava parecchio quindi come potevo depennarlo? Confermo che in effetti è estremamente complicato, ma tant’è. Ho imparato tante di quelle cose che non, je ne regrette rien.
Ma dicevo, gli esami. Sono scritti e se ne svolgono vari in contemporanea, anche di altre facoltà.
Sono anonimi e infatti viene fornito un codice studente generato appositamente per gli esami, così da non essere riconoscibili. Vengono corretti dal vostro professore e da un professore di un’altra materia simile; il voto finale è dato dalla media dei due voti.
Se poi avete qualche necessità particolare, ad esempio qualche forma di dislessia, vi saranno accordati minuti in più e sosterrete l’esame in un’altra stanza (ovviamente sotto il controllo di un invigilator) per la vostra tranquillità.
Mentre noi italiani siamo abituati a scrivere senza dividere in paragrafi, agli inglesi piace tanto che ci sia una bella struttura: introduzione con anticipazione di quello che si affermerà, paragrafi e conclusione. Se poi lasciate uno spazio tra un paragrafo e l’altro rimarranno estasiati!
Esattamente come insegnano durante i corsi per l’IELTS.
Alcune università (compresa la mia) offrono dei corsi di scrittura in vista degli esami.
Servono veramente? A mio parere no (e ne ho seguito uno). O meglio, dipende dal vostro livello. Dopo aver superato l’IELTS e passato un anno accademico a leggere e scrivere in inglese professionale, in linea di massima non dovreste averne bisogno. Tanto più che la maggior parte dei miei professori non si cura della struttura quanto del contenuto, giustamente. Certo, se le vostre risposte si presentano bene anche da un punto di vista grafico meglio per voi, ma vi assicuro che ho visto esami scritti senza un’organizzazione strutturale raggiungere anche voti molto alti. Inoltre molti professori si rendono conto dello stress da esame e di come in quel momento si abbia poco tempo a disposizione (1h a domanda), di conseguenza non pretendono che creiate una struttura.
Se i passaggi da un tema all’altro sono chiari e ben trattati non verrete penalizzati in alcun modo. Ovviamente quando si tratta di courseworks che avete avuto il tempo di preparare, una bella presentazione è essenziale.
Le domande a cui rispondere sono di solito due e potete scegliere quelle che preferite da una lista di 5. Vanno molto le problem solving questions, cioè i problemi legali che, a mio parere, dovrebbero introdurre obbligatoriamente nei corsi di giurisprudenza italiani; anche in questo caso potete scegliere tra più domande: se dovete rispondere a un problema, potrete sceglierlo tra 3.

Spero di essere stata abbastanza esaustiva.
Al prossimo post!

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