Londra segreta

Maritime Greenwich

gennaio 26, 2015

Greenwich è conosciuta principalmente per il suo parco, il suo osservatorio e il celebre meridiano zero, il che è molto riduttivo.
Grazie alla mia università, qualche giorno fa ho potuto partecipare a una visita guidata della Maritime Greenwich  ed è stata una scoperta.
Con questo post voglio condividere con voi quello che Rosie, la nostra guida-avvocato, ci ha spiegato.
Greenwich (che in realtà si pronuncia grénuich) è una zona di Londra con un passato marinaresco.
L’appuntamento era alla fermata della DLR Cutty Sark.
I nomi delle stazioni dei mezzi pubblici non sono scelti a caso, ma mai avrei immaginato che appena svoltato l’angolo ci saremmo trovati di fronte a un clipper in tutta la sua stazza, il Cutty Sark per l’appunto.

IMG_6255Questo clipper, costruito nel 1869, trasportava té dalla Cina e lana dall’Australia prima di essere venduto ai Portoghesi. Al termine della sua vita utile tornò in Inghilterra e venne utilizzato per la formazione dei giovani marinai.
Nel 1954 fu esposto a Greenwich e restaurato a seguito di due incendi nel 2007 e nel 2014.

IMG_6259IMG_6265IMG_6266Ma perché proprio a Greenwich? Cos’ha di tanto marinaresco?
Semplice, l’Old Royal Naval College: un sito patrimonio dell’UNESCO, ultimato nel 1712, che ospitava i marinai alla fine della loro vita lavorativa ed era conosciuto come il Royal Hospital  for Seamen.
La maestosità degli edifici salta subito all’occhio: l’Inghilterra aveva creato un vero e proprio buen retiro per chi aveva trascorso la vita solcando i mari… o no?

IMG_6274IMG_6298IMG_6303Beh, non proprio.
Gli ex marinai, anziani o feriti che fossero, non vivevano certo in un posto salubre: a pochi metri dal Tamigi, il freddo e il vento sono la regola.
In poche parole, era stata ricreata la vita in alto mare: dormivano in camerate, lavoravano e avevano cibo e birra razionati (quattro pinte al giorno). Quando creavano scompiglio nei pub della zona, per punizione erano costretti a indossare un’uniforme gialla e a fare le pulizie, motivo per cui venivano apostrofati come “canarini”. Oltretutto, le pinte di birra calavano drasticamente da quattro a una al giorno.
Anche le decorazioni richiamavano il mare: animali marini mitici e reali sono raffigurati su capitelli, fregi e frontoni.

IMG_6308IMG_6317IMG_6313Come potete vedere, ci troviamo di fronte a Canary Wharf.
Nel 1869 l’hospital chiuse i battenti e fu trasformato in un centro di addestramento della Marina Militare inglese, finché nel 1998 i suoi edifici cominciarono ad ospitare veri e propri college.
Una chicca: la struttura ospitò anche la salma dell’ammiraglio Nelson, che diede la vita vincendo la battaglia di Trafalgar contro Francesi e Spagnoli. “E meno male”, ci ha detto la guida, “altrimenti oggi saremmo stati tutti Francesi!”. Si amano, non c’è che dire.
Sembra addirittura che la processione di persone che da tutta Inghilterra vennero a rendergli omaggio fu maggiore di quella che partecipò al funerale della principessa Diana. Ed essendo il 1805 i mezzi di trasporto non erano minimamente paragonabili a quelli del 1997.
La visita non comprendeva gli interni, ma dalle poche foto che ho visto vale davvero la pena tornarci.

Se questi luoghi hanno acceso qualche spia nelle vostre menti è perché hanno fatto da scenografia a moltissimi film: Tomb Raider, Wolfman, Sherlock Holmes – Gioco di Ombre, I Pirati dei Caraibi – Oltre i Confini del Mare, Il Discorso del Re, Il Cavaliere Oscuro – Il ritorno, Thor: The Dark World e l’adattamento cinematografico dei Miserabili.

Per gli amanti delle “navi in bottiglia”, a Greenwich  potete trovare la più grande del mondo!
L’opera di Yinka Shonibare è stata esposta per due anni a Trafalgar Square, prima di essere sostituita dall’enorme gallo blu.
Una petizione con tanto di raccolta fondi ha spinto affinché fosse lasciata permanentemente a Greenwich.

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