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Lo stage nello studio legale internazionale

ottobre 19, 2016

Dopo avervi dato la notizia che lo stage nello studio legale internazionale è finito, voglio raccontarvi in cosa è consistito. Comincio col dirvi che ha ragione chi sostiene che non si tratta della classica pratica forense. A volte ci si avvicina, ma almeno nel settore Antitrust è tutt’altro. In nove mesi di stage, queste sono le mansioni principali che ho svolto:

  • Ricerca legale: si tratta delle classiche ricerche su codici e giurisprudenza. Ti viene posto un problema giuridico e devi cercare di risolverlo. Nonostante si lavori in un settore specifico, le ricerche spaziano in tutti gli ambiti del diritto italiano ed europeo. A seconda delle richieste dell’Avvocato con cui si lavora, la ricerca prenderà la forma di un parere o di un semplice elenco delle informazioni reperite, il più delle volte con annessa esposizione orale.
  • Due diligence & doc review: se siete in procinto di entrare in uno studio legale internazionale cominciate a familiarizzare con questi termini e a temerli. In sostanza, si tratta di analizzare masse incredibili di documenti che le società inviano allo studio affinché vengano controllate. Se si tratta di due diligence, si verifica se i documenti rispettano i requisiti di legge. Se invece di tratta di doc review, sarà necessario determinare quali documenti sono rilevanti per la ricerca. Per portare a termine queste valutazioni vengono utilizzati appositi programmi che permettono di categorizzare i documenti a seconda del contenuto. E’ un lavoro totalizzante, soprattutto alla luce del numero di documenti da analizzare. C’è sempre qualcosa da imparare, ma il più delle volte di giuridico c’è ben poco.

Ecco, questi sono i compiti principali dello stagista, con netta preponderanza delle doc review. Da stagista si fa il lavoro di bassa manovalanza, né più né meno. E le udienze? Capitano molto raramente e sicuramente non ci portano gli stagisti. Per questo ed altri motivi, per la pratica forense mi sono appoggiata a uno studio esterno con cui andavo a prendere le udienze.
Una volta diventati trainee si è coinvolti di più nel lavoro, si vede più materiale giuridico, ma dalle doc review non si scappa.

La giornata tipo

Si arriva verso le 9-9:30 (gli avvocati arrivano anche verso le 11), controlli le e-mail e ti metti all’opera. La pausa pranzo, se si ha tempo di farla e non si riduce a un panino di fronte al computer, dura un’oretta. Si continua a lavorare fino alle 20:30-21 e se non arriva nulla si va a casa. Purtroppo bisogna rimanere fino a quell’ora anche se non si ha niente da fare perché potrebbe sempre arrivare lavoro nuovo e vi assicuro che arriva. Senza contare che se vi daranno il blackberry dovrete rispondere alle e-mail anche una volta usciti dal luogo di lavoro. Capita che il week-end sia necessario lavorare e, se non avete ancora diritto al pc dello studio legale, dovrete tornare allo studio fisicamente. Ogni tanto però ci si prende qualche pausa caffé/té al coffee corner o si prende un po’ d’aria su qualche terrazzo. Nonostante siate in un luogo in cui si vive di legge, dimenticatevi i 15 minuti di pausa previsti ogni due ore di lavoro.

Abbigliamento

Come ci si veste? Camicia e giacca sono necessari? Per gli uomini sì, ma non deve sempre trattarsi di abbigliamento elegante. Le donne vanno in giacca e camicetta o con vestiti a mezza gamba. Nello studio legale in cui ho lavorato si lasciava che l’attire rispettasse la personalità. La ragazza a cui piace vestirsi etnico nella vita quotidiana, vestiva etnico-elegante; il ragazzo artista metteva camicie colorate; lo sportivo veniva con pantaloni in fustagno e camicia di lino. Io stessa spesso andavo con leggings eleganti e camicie lunghe. A ognuno il suo stile, purché ordinato e pulito.
Il venerdì ci si veste più casual, anche con jeans e scarpe da ginnastica.
I tacchi vanno messi tutti i giorni? Dipende da voi, nessuno ve lo chiederà. E’ vero che si sta seduti quasi tutto il tempo, ma i tacchi alti possono rivelarsi molto scomodi. Per quanto mi riguarda, ci sono periodi in cui ho indossato scarpe col tacco tutti i giorni, altri in cui ho preferito le ballerine. Se non volete soffrire troppo andate in ballerine e, se vi va, tirate fuori i tacchi dall’ultimo cassetto della scrivania.

Il livello di inglese

Deve essere per forza elevato? No, e ve lo dico perché l’ho constatato in prima persona. Serve l’IELTS? No. Può sembrare un controsenso, ma da stagista (e anche a livelli più elevati) basta una buona conoscenza dello scritto. Vi chiederanno di fare traduzioni dall’inglese all’italiano e viceversa, ma non pretenderanno livelli eccelsi di inglese parlato. Lo dico con amarezza perché pensavo fosse un elemento importante. Alle brutte, se avete delle difficoltà, lo studio vi pagherà un corso. Le altre lingue sono un plus ma difficilmente le utilizzerete. In sintesi, a livello di inglese parlato “basta farsi capire”. Per quanto riguarda lo scritto, il livello deve essere medio. Per capirci, un 6-6.5 IELTS basta e avanza.

Il rapporto con i colleghi

Negli studi legali internazionali si lavora tantissimo e c’è poco tempo per i rapporti interpersonali. I partner sono molto impegnati e spesso sono in viaggio, gli associate viaggiano meno ma il più delle volte sono chini sulle scrivanie. Come in ogni realtà lavorativa ci sono persone di tutti i tipi e sfumature. Costruire rapporti di amicizia sincera può essere difficile perché alcune persone la vivono come un mors tua vita mea, ma grazie al cielo non tutti sono così. Anzi, ho conosciuto persone a cui sono tuttora molto affezionata e con le quali ho mantenuto i contatti. La tattica migliore è prendere il meglio da ognuno. Negli studi legali internazionali lavorano persone estremamente capaci che hanno tanto da insegnare, sia direttamente sia indirettamente. C’è chi ti spiega argomenti che non conosci, ma soprattutto ci sono persone molto preziose che ti insegnano come si lavora e come ci si relaziona con gli altri con i fatti.

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