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La prova scritta dell’esame da avvocato – 1

gennaio 7, 2018

Ebbene sì, a dicembre è toccata anche a me la prova scritta dell’esame da avvocato. Com’è andata? Non mi sbilancio ma rimango positiva, anche perché se mi facessi prendere dallo sconforto ci dovrei convivere fino a giugno – mese in cui escono i risultati – e ne andrebbe della mia salute psico-fisica.

La prova scritta è esattamente come me l’avevano raccontata: il caos.

Tutti mi dicevano: “Vai tranquilla che tanto si parla, ci si confronta, i commissari dicono la soluzione” e chi più ne ha più ne metta. Ero allibita. Mi chiedevo: “Com’è possibile che un esame di Stato si svolga in questa maniera?”. Eppure è proprio così.

 

  • Come si svolge la prova scritta

La prova scritta si svolge in tre giorni, di solito il martedì, il mercoledì e il giovedì della seconda settimana di dicembre. Essendo un esame a livello nazionale, si svolge contemporaneamente in tutta Italia. Io l’ho fatto a Roma, dove eravamo 2.970 divisi in due padiglioni. La prova scritta dell’esame da avvocato è organizzata in questa maniera:

  • primo giorno: parere di diritto civile (vengono dettate due tracce, se ne sceglie una);
  • secondo giorno: parere di diritto penale (vengono dettate due tracce, se ne sceglie una);
  • terzo giorno: atto di procedura civile, penale o amministrativa (viene dettata una traccia per procedura – tre in tutto – e se ne sceglie una).

Le ore a disposizione sono 7 per ogni prova. Pensavo fossero tante, invece servono tutte.

→ Ci si può portare da mangiare?

Sì. Mi ero portata un sacco di roba: pizza ripiena, biscotti, cioccolata, crackers, succhi di frutta, tè, acqua. Alla fine è avanzato quasi tutto perché durante l’esame non ci si mette di certo a banchettare. Si sgranocchia qualcosa di corsa mentre si scrive, nulla più. Se tornassi indietro porterei sicuramente meno cibo.

→ Bisogna portarsi i tappi per le orecchie?

Ve li consiglio vivamente. Concentrarsi in mezzo a 1.500 persone che chiacchierano può essere difficile, soprattutto se si è stanchi o agitati.

 

  • La consegna dei codici

Il giorno prima dell’esame si vanno a consegnare i codici commentati che si useranno durante l’esame (almeno finché saranno ammessi). Con la consegna dei codici, si inizia a prendere familiarità con una costante della prova scritta dell’esame: la fila. Vi consiglio di non andare a consegnarli la mattina presto: evitate questa alzataccia inutile,  tanto dovrete farla nei giorni successivi – a meno che non alloggiate negli hotel nei pressi della Fiera di Roma, che di solito vengono presi d’assalto (prenotateli con largo anticipo o rischierete di non trovare posto).

I codici vengono controllati dai commissari per vedere se avete inserito qualche appunto. Togliete tutto, comprese le linguette colorate, perché tanto ve le fanno togliere.

Non c’è un numero massimo di codici che si possono portare, l’importante è che siano ammessi all’esame. Come capirlo? Di solito c’è scritto sulla copertina del codice stesso. Io ne ho portati quattro commentati e due non commentati, ma ho visto persone arrivare con due valigie grandi piene zeppe di codici e persone a cui addirittura si è rotto il banco per il peso dei codici.

→ Qual è l’utilità di portarne tanti?

Come vi anticipavo, per ora sono ammessi alla prova scritta dell’esame i codici commentati, cioè quei codici che sotto ogni articolo hanno le massime delle sentenze più importanti pronunciate in materia dalla Corte di Cassazione. “Per ora” perché nel 2016 è stata approvata la riforma dell’esame da avvocato, che prevede l’utilizzo di codici non commentati, ma che non è entrata in vigore perché manca il decreto attuativo.

Ovviamente grande gioia per tutti i praticanti con alle spalle una pratica forense non incentrata su diritto civile, commerciale e amministrativo (me compresa!). In teoria, la riforma dovrebbe entrare in vigore dalla prova scritta di dicembre 2018 ma non si escludono ulteriori proroghe.

Tornando ai codici, perché alcuni ne portano intere valigie? Perché ne esistono tante versioni e ognuna contiene sentenze diverse. Quanto diverse? In realtà non così tanto, perché si tratta pur sempre delle sentenze più recenti della Corte di Cassazione. Per dire, se nell’anno precedente c’è stata una sentenza innovativa in materia di donazioni, in linea di massima tutti i codici la contengono. La differenza tra un codice e l’altro non è poi così abissale.

→ Perché le sentenze più recenti della Corte di Cassazione sono così importanti?

Perché di solito le tracce sono tratte proprio da lì.

→ Bisogna quindi comprarsi tutti i codici di tutte le case editrici per esser sicuri di avere un codice che contenga la sentenza?

Innanzitutto i codici costano e non poco. Il pacchetto codice civile commentato + codice penale commentato + codice di procedura (scelta da voi) commentato costa circa 400€. Senza contare che è utile portarsi anche codici non commentati per avere una visione più immediata e d’insieme degli articoli dello stesso capo. Inoltre, si ha il tempo di consultarli tutti? E’ possibile gestire l’ansia della prova scritta dell’esame e al contempo lavorare con più codici? Dipende da ognuno di noi, ma per me sarebbe stato dispersivo.

State tranquilli: anche se il vostro codice non contenesse la sentenza, all’esame i codici si scambiano. Sì, avete capito bene. Durante la prova di penale il mio codice aveva la sentenza, al contrario dei codici dei miei vicini. Come hanno fatto a sapere che il mio codice la citava? Perché durante l’esame si parla e ci si confronta. Appena ho finito di parafrasare e citare la sentenza, ho passato il mio codice a tre persone sedute lì intorno, che poi me l’hanno restituito. Siamo stati ripresi? No.

Per completezza devo aggiungere che in alcune sedi d’esame i codici non si consegnano il giorno prima, ma vengono portati direttamente il giorno della prima prova. Questo implica che non vengano controllati e che entrino anche libri ufficialmente non ammessi all’esame.

Ma questa non è l’unica stranezza, come scoprirete nel prossimo post!

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