Pensieri

Cosa vi auguro per il 2019

gennaio 2, 2019

Vi auguro di conoscervi.

Vi auguro di conoscere voi stessi, di immergervi nel vostro animo e di dialogarci. Di capire chi siete davvero e cosa desiderate, ma soprattutto di agire di conseguenza. Perchè per quanto possa sembrar rassicurante rimaner fermi in porti riparati, la quiete apparente che ci mantiene ancorati non basterà a farci star bene se nel profondo desideriamo salpare. Che si tratti di un lavoro o di una facoltà che creano malessere, di amici che amici non sono ma riempiono senza troppo sforzo i buchi del tempo, di relazioni che non danno a sufficienza ma che tutto sommato non fanno rimanere soli.

Per il 2019 vi auguro di seguire i vostri desideri e di trovare la forza e il coraggio di realizzarli. Anche perché, se non sarete voi ad agire, nessun altro lo farà al vostro posto. Non che l’acquisizione della consapevolezza di sé sia un percorso semplice, immediato e indolore. Però guardarci dentro è qualcosa che dobbiamo in primis a noi stessi, perché la vita è una sola e non possiamo lasciare che siano gli eventi a prendere decisioni al nostro posto.

E vi auguro che l’Atticus Finch che è in voi si risvegli e vi renda più sensibili alle vicende altrui.

Atticus Finch era (e rimarrà) un avvocato che nel 1935 difese un uomo che nessun altro voleva assistere. Tale scelta ebbe delle ripercussioni non di poco conto sulla sua vita. La maggior parte dei suoi concittadini, dietro falsi sorrisi, lo additava come pazzo difensore di uno scarto della società. (Quasi) tutti contro uno. Se accettare il caso implicava tutto questo, perché Atticus lo fece? Avrebbe potuto benissimo rifiutare, continuando a vivere tranquillo la propria vita.

E invece Atticus preferì diventare impopolare, pur di andare in giro a testa alta. La sua coscienza non gli permetteva di agire diversamente perchè “prima di vivere con gli altri, bisogna che viva con me stesso: la coscienza è l’unica cosa che non debba conformarsi al volere della maggioranza“.

In un periodo di regressione sociale e culturale come il nostro, vi auguro di avere il coraggio di “manifestare buoni sentimenti”, come fece Atticus, nonostante questo possa implicare di prendere posizioni – agli occhi dei più – scomode. Vi auguro di farlo a testa alta e di non vergognarvene, perché non siete voi a doverlo fare.

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