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I corsi preparatori all’esame da avvocato

gennaio 22, 2018

Come preparare l’esame da avvocato? Ci sono metodi migliori rispetto ad altri? E’ necessario frequentare dei corsi preparatori?

Best option

Il metodo migliore per preparare l’esame è fare il praticantato vero e proprio, andando in udienza e scrivendo atti e pareri quotidianamente. Parlo del praticantato classico in diritto civile, penale, o amministrativo, che fa acquisire familiarità con tematiche e meccanismi trattati in sede d’esame. E’ vero che la forma  richiesta durante gli scritti non è esattamente la stessa che si usa nello studio legale ma, mentre sulla forma si può lavorare, la mancanza di basi sostanziali solide è più difficile da colmare.

La realtà

Non prendiamoci in giro. Molti praticanti non fanno il praticantato classico perché non viene pagato, e se è pagato si tratta – se si è fortunati – di un misero rimborso spese a fronte di un impegno quotidiano non trascurabile. C’è chi rifiuta il praticantato classico per principio (lavoro e devo esser pagato) e c’è chi lo fa perché non può permettersi di lavorare gratis. Allora si cercano studi grandi, ma in questo caso – il più delle volte – non si finisce a fare diritto civile, penale o amministrativo. Altra alternativa sono le società, e l’effetto è più o meno lo stesso. E’ un trade-off che bisogna valutare attentamente ma di cui, al momento, non mi sono pentita.

I corsi preparatori

Che si scelga il praticantato classico o fittizio, di solito prima dell’esame si segue un corso preparatorio. Gli ordini degli avvocati organizzano corsi preparatori gratuiti, a cui si accede tramite graduatoria.

Esiste poi il grande business dei corsi preparatori privati, con prezzi che vanno dai 500 ai 2500€ per tre mesi di lezione. Ogni corso afferma di avere un metodo efficace di redazione di atti e pareri, e di avere percentuali molto elevate di ex allievi che hanno passato l’esame.

Gli studi strutturati – consapevoli della scarsa preparazione in diritto civile e penale dei propri praticanti – di solito pagano un corso e danno uno study leave di circa un mese per preparare l’esame da casa, ricevendo comunque l’onorario.

L’utilità dei corsi preparatori

E’ necessario frequentare un corso? Se non toccate diritto civile e penale dall’università, assolutamente sì.

Un corso vale l’altro? Questo non ve lo so dire ma, confrontandomi con ragazzi che hanno seguito corsi diversi dal mio, mi sono resa conto che si differenziano per lo schema di parere e atto che insegnano. Per spiegarvi a cosa mi riferisco, dovete sapere che nel corso dell’esame si svolgono un parere di diritto civile, uno di diritto penale e l’ultimo giorno un atto di procedura civile o penale o amministrativa (cliccate qui per maggiori informazioni). Tutti questi atti hanno una loro struttura e ogni scuola insegna la sua.

In sostanza si tratta di differenze di questo tipo: un corso consiglia di fare una piccola sintesi della problematica all’inizio del parere, mentre un altro vi dice di iniziare con una sintesi della traccia, un altro ancora, per rimpolpare il parere, consigliano di dare evidenza a contrasti giurisprudenziali anche se non recentissimi. Si tratta per lo più di differenze stilistiche.

Solo differenze stilistiche?

Al di là dei diversi stile, il parere e l’atto hanno una loro struttura logica – richiesta anche dalla traccia. Infatti, a seconda della traccia e della problematica giuridica sollevata, il parere e l’atto dovranno toccare certi argomenti in un certo ordine, con una buona libertà sulle argomentazioni. Quello che si chiede in sede d’esame è di inquadrare il problema e risolverlo, o proporre delle possibili soluzioni argomentandole in maniera logica e ordinata.

Durante il corso ci si esercita a scrivere atti e pareri e si impara così a individuare i problemi giuridici sottesi alle tracce. Questa capacità si acquista con l’esercizio. I vari corsi insegnano a strutturare pareri e atti in maniere che non possono essere così differenti le une dalle altre perché alla fine sempre di pareri e atti si tratta.

Non è il costo di un corso a darvi il metodo “magico”, ma è l’esercizio a farvi affinare la tecnica, la capacità di individuare i problemi giuridici sottesi e a risolverli.

Certo, avere uno schema da seguire aiuta, dà sicurezza e dimostra che – anche se magari non azzeccate al 100% la soluzione – almeno sapete come strutturare l’atto e il parere. Però, come vi dicevo, l’insegnante migliore è l’esercizio. Una buona struttura e tanto esercizio sono la ricetta giusta.

Quindi, a meno che ve lo possiate permettere o ve lo paghi lo studio, vi sconsiglio corsi costosissimi. Informatevi bene prima di sceglierne uno e non lasciatevi abbindolare da slogan più o meno attraenti. Sentite piuttosto persone a voi vicine che ne hanno già seguito alcuni e sanno darvi un giudizio fondato. E soprattutto esercitatevi, esercitatevi, esercitatevi!

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