Jobs, Unione Europea

Cambiamento

maggio 2, 2017

L’apertura al cambiamento, forse ne ho sempre avuta troppa.

A dicembre ho iniziato a lavorare in uno studio legale italiano di tutto rispetto, nel settore che desideravo, con casi stimolanti e un’attenzione alla crescita davvero notevole. Non uno studio in cui sei lo stagista che si smazza i compiti più noiosi, come pure mi è capitato in passato. Tutto fantastico, grandi soddisfazioni e legami che vanno al di là del lavoro.

Che vuoi di più? Hai studiato, sei stata in giro per l’Europa ad arricchire il tuo curriculum, ora hai trovato una certa stabilità, hai persino comprato il divano anni ’60 per il salotto e stai pensando di ristrutturare casa. Cosa ti manca? Sulla carta nulla, ma poi un giorno il capo ti chiede: “Andresti a Bruxelles?”. Tra quanto? “Il prima possibile, anche tra un mese e mezzo”. E, come spesso mi capita, guidata dal mio entusiasmo e da un po’ di sana incoscienza ho risposto “Sì”, aggiungendo che mi sarebbe piaciuto molto. Perché Bruxelles è una meta che ho rincorso a lungo senza risultato, e proprio quando era fuori dai miei pensieri si è presentata.

E la sana incoscienza che mi ha accompagnato in tutte le mie partenze, in tutti i cambiamenti epocali, puntuale ha fatto capolino. Eppure no, non la argino perché se mi fermassi a pensare troverei sicuramente qualche motivo per non andare, per fermarmi e per rimanere “perché in fondo va bene così”. Perché certe occasioni vanno prese, perché se si aspettasse il momento giusto si perderebbero tante di quelle opportunità. Spesso il nostro istinto sa di noi più di quanto faccia finta di sapere il nostro cervello.

Quindi eccomi qui, a scrivere da Bruxelles. Arrivata da pochissimo, alla ricerca di un posto in cui stare e nel frattempo ospite di una collega deliziosa.

Così, un cambiamento epocale (non l’unico, a dir la verità) nel giro di pochissimo, senza il tempo di rimurginarci troppo.
E un ottimo motivo per riprendere in mano questo blog, da cui latitavo da un po’.

Perché a volte il cambiamento ti bussa alla porta quando meno te lo aspetti e se ti fermassi a ragionare potresti spaventarti e fermarti.
Invece a volte bisogna lasciarsi stravolgere la vita senza pensarci troppo.

Chi si ferma è perduto, o no?

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